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Di San Biagio non si sa molto: vissuto intorno al 300 dopo Cristo e martirizzato nel 316, sembra che fosse un medico divenuto vescovo di Sebaste in Armenia.
Il 03 febbraio di ogni anno i salemitani, in onore della festività di S. Biagio si recano nell’omonima chiesa, situata nell’antico quartiere del Rabato, per rendergli omaggio o per sciogliere il voto, con l'offerta dei tradizionali pani, fatti di pasta non lievitata e cotti al forno. Questi piccoli pani vengono chiamati rispettivamente: “cuddureddi” e “cavaduzzi”: i primi perché simboleggiano la gola di cui San Biagio è protettore e vengono mangiati per devozione, infatti si suppone che il santo salvò la vita di un ragazzo che stava morendo soffocato da una lisca di pesce; con i cavaduzzi invece si vuole ricordare un avvenimento accaduto durante il regno di Carlo V nel 1542, quando per intercessione del Santo patrono, le campagne salemitane furono liberate da un invasione di sciami di cavallette che distrussero il raccolto.
I “cuddureddi” assumere le forme più diverse e fantasiose: dai cavallucci marini ad altri animaletti immaginari, dal braccio e dalla mano benedicente del Santo (la manina di San Brasi) a quella di bastone decorato su un lato con fiori simbolo della fertilità.
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