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Proverbio ingiurioso su Salemi

" Supra quattru timpuna di jissu , Chistu è Salemi, passacci arrassu , Sunnu nnimici di lu Crucifissu, ,E parenti di Erodi e Caifassu. O cari amici, nun ci jiti spissu , Ca sunnu chini di vilenu e tassu,  Giuda lassau dittu iddu stissu , Salemi, lu mio offizio ti lassu."

I versi sopra riportati, tutt'altro che benevoli nei confronti di Salemi e della sua gente, fanno parte della raccolta dei "Proverbi Siciliani, di Giuseppe Pitrè e sono preceduti dal detto " Li judei li salemitani" e presentati come " Proverbio Illustrato dal seguente divulgatissimo canto". Risalirebbero ad un anno prossimo al 1600, mentre il detto li precede di circa un secolo. Dove sono stati composti e chi ne è stato l'autore non si è mai appurato. La maldicenza sarebbe da imputare alla presenza in Salemi di una non numerosa comunità di ebrei acquartierata nella zona detta appunto " la Giudecca" . Chi scrisse questa poesiola nutriva sicuramente forti rancori nei confronti dei giudei che non smisero mai di praticare l'usura, anche se perfettamente integrati nel seno della comunità salemitana. Per molti secoli come autore del componimento venne sospettato lo scalpellino palermitano Pietro Fullone, detto Fudduni, vissuto tra il 1600 e il 1675. Secondo i racconti tramandati, il poeta palermitano nel suo girovagare per l'Isola per tenzoni poetiche, conobbe Manfredo Cremona, poeta salemitano di grande talento, di vasta cultura e di fine eloquenza che accettò senza esitare di misurarsi coi Fullone in componimenti estemporanei, infliggendo al palermitano una bruciante sconfitta. Il Fullone si sarebbe vendicato. Ricordandosi della generosa ospitalità che la città offrì agli ebrei, trasse spunto per scrivere quella velenosa poesia. Soltanto supposizioni che non trovano, però, riscontri storici. Un simile componimento non poteva non far parte della raccolta delle poesie del Fullone e per quanto se ne sa l'unico "scacco" accertato il Fullone lo subì ad opera del " ceco nato" che tutti dicente attestarono essere più valente del Fullone‑ ". La documentazione storica smentisce l'accanimento del poeta spaccapietre contro Salemi e i suoi abitanti e ci informa che il Fullone non soltanto fu amico del Cremona, ma anche il suo più grande estimatore.

Biblioteca Comunale “Simone Corleo”
La Biblioteca comunale intitolata a Simone Corleo (1823-1891), Rettore della Regia Università di Palermo, primo governatore della città di Salemi liberata da Garibaldi nel maggio 1860, deputato al Parlamento nazionale, nasce con il patrimonio della Biblioteca privata sita all’interno del convento dei Padri Agostiniani, ingrandita e aperta al pubblico il 29 dicembre 1860 e successivamente trasformata in biblioteca pubblica nel 1866. La Biblioteca, tra il 1860 e il 1870 mantenne la propria sede negli stessi locali del convento di S. Agostino, ma con l’ampliarsi del patrimonio librario e documentario si avvertì l’esigenza di reperire nuovi spazi individuati nel Castello Normanno-Svevo che ne divenne la prestigiosa sede; dal 1984, per esigenze legate alla ristrutturazione dello stesso Castello determinate dal sisma del 1968, la Biblioteca è stata definitivamente trasferita nei locali dell’ex chiesa e monastero di S. Chiara. Con le legge sulla soppressione degli Ordini religiosi del 1866, la Biblioteca comunale acquisì buona parte del patrimonio librario proveniente dalle Biblioteche dei tanti conventi salemitani, nucleo centrale oggi del cosiddetto “fondo antico” costituito da 78 cinquecentine, 218 seicentine e da ca. 3500 settecentine e pubblicazioni fino al 1830. Questo primo e ricco nucleo di libri è stato arricchito sia con gli acquisti che negli anni l’Amministrazione comunale ha predisposto, sia con i lasciti di molte famiglie che hanno voluto donare le proprie collezioni alla Biblioteca comunale nella considerazione che tali opere sarebbero state inventariate, catalogate e rese fruibili alla cittadinanza. Tra questi beni librari quelli della biblioteca di Ignazio Lampiasi, i volumi offerti dal Comitato Italo-Americano presieduto da Giuseppe Maltese, le donazioni delle famiglie Baviera Albanese, De Castro, Cognata, dei sacerdoti salemitani Ardagna e Renda. Oggi la Biblioteca ha notevolmente incrementato il suo patrimonio librario formato ad oggi da ca. 100.000 fra opere e riviste, oltre che da fonti documentarie di notevole interesse: il fondo notarile formato da 2401 unità archivistiche per un periodo che va dal 1427 al 1860 e dall’Archivio storico comunale costituito da 2397 u.a. (1820-1950 c.a.) comprendenti gli atti prodotti dall’Amministrazione comunale e gli antichi registri dello Stato civile e quelli della Conciliazione. Oltre al servizio prestiti, ad un sezione per ragazzi, a postazioni internet, la Biblioteca comunale è sede di mostre temporanee ed è il centro promotore di tutte le attività culturali proposte dell’Amministrazione comunale.

 
 
 

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